Una volta Florence Clerc, étoile dell’Opéra di Parigi, ha raccontato che Nureyev, negli anni durante i quali era stato direttore del corpo di ballo, suggeriva spesso ai primi ballerini di concentrarsi sulla relazione tra pianta del piede e spalla corrispondente. Ovvero, usando termini più specifici, di migliorare la propria percezione dell’allineamento tra spalla, bacino, piede, perché è tramite questo allineamento che il peso del corpo si scarica a terra senza influenzare il baricentro. Nureyev privilegia dunque il lavoro sullo scheletro e tralascia indicazioni sui muscoli, compresa quella, evidentemente necessaria ma non sufficiente, di rotearli en dehor. Di più: il riferimento alla pianta del piede dimostra una consapevolezza sulla gestione del peso che ci si aspetterebbe di trovare in un performer di Contact Improvisation piuttosto che in un ballerino formatosi al Kirov. Infatti concentrarsi sulla pianta del piede permette di percepire il proprio assetto in modo sottile, e dunque a spostare il peso minimizzando la contrazione muscolare.
Nelle classi di yoga sono proposte molte asana (posizioni) che fruttano ed esercitano la capacità di concentrarsi sulla pianta dei piedi al fine di ottenere un equilibrio dinamico, tra queste la più semplice è chiamata tadasana (la montagna).
Aprile 11, 2008 alle 7:06 pm
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