
schema della galassia MOMIX DANCE COMPANY
Qualche tempo fa ha debuttato la creazione per MaggioDanza del giovane coreografo Anthony Heinl, cresciuto nei Momix Dance Company fino a diventare assistente di Moses Pendleton, che è il più noto tra i fondatori del gruppo. Lo spettacolo, nel suo complesso, non si discostava troppo dalla formula illusionistica ed acrobatica che ha reso famosi i Momix. Le scene non-narrative di cui si compone Firefly – è questo il titolo della creazione – sono infatti abitate da ombre gigantesche, psichedeliche forme fosforescenti, fantasmi di ballerine svolazzanti. La vera sperimentazione coreografica è altrove, ma tutto quello che ho visto, comprese le colorate proiezioni di Nadessja Casavecchia, era di buon gusto. Il pubblico del Maggio Musicale ha giustamente apprezzato gli attimi di stupore che lo spettacolo ha saputo regalare, ed anche i detrattori più acidi hanno sottolineato l’intelligenza con cui MaggioDanza ha collaborato alla complicata messa in scena, misurandosi coraggiosamente con le atletiche sequenze sul grande materasso gonfiabile.
Tra gli inventori della concezione di spettacolo esemplificata da Firefly c’è Alvin Nikolais, autore di un abbacinante teatro multimediale. Tutti i personaggi che fanno parte della galassia Momix sono eredi del poliedrico artista statunitense, ma la vera origine della formula, nonché della relativa tendenza a smaterializzare il corpo, è da collocarsi nei fantasmagorici assoli di Loie Fuller, sempre sorretti da pionieristiche trovate illuminotecniche.

Firefly futurismi

Firefly, un trucco spiegato

