I LICEI COREUTICI

quanto dovranno aspettare?

Il Liceo coreutico e musicale è una delle nuove scuole secondarie di secondo grado introdotte dalla Riforma Gelmini. Oltre all’insegnamento delle discipline comuni a tutti gli altri indirizzi liceali – italiano, lingua straniera, storia, geografia, filosofia, matematica, fisica, scienze e storia dell’arte – la sezione coreutica prevede gli insegnamenti di: storia della danza, storia della musica, tecniche della danza, laboratorio coreutico e coreografico, teoria e pratica musicale della danza. Nel loro insieme, le discipline coreutiche rappresentano una parte importante dell’orario settimanale. Il professore di tecniche della danza, ad esempio, avrà a sua disposizione otto ore alla settimana per ciascun anno del quinquennio, il doppio del tempo che passerà in aula il professore di italiano. Nei primi due anni tutti gli studenti seguiranno un identico programma di studio, mentre nel triennio conclusivo ciascun allievo potrà scegliere tra due indirizzi: danza classica, oppure danza contemporanea.
Mentre su wikipedia si legge che prima o poi saranno attivati 40 licei musicali di cui almeno 10 dotati di sezione coreutica, nell’ambiente si vocifera che per il momento ne sono previsti solo cinque. In effetti sul sito dell’Accademia Nazionale di Danza – l’unica università che rilascia il titolo abilitante all’insegnamento delle discipline coreutiche nel sistema scolastico nazionale – c’è una lista che elenca cinque licei coreutici. Se siete interessati ed abitate vicino a Roma, Teramo, Genova, Udine o Busto Arsizio – provate ad approfondire la questione iniziando con questa recente  intervista a Giovanna Greco, docente dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma e interfaccia di questo istituto presso il Ministero.
Come se le notizie non fossero già abbastanza rare, un fuorviante articolo di Repubblica – datato 25 febbraio 2010 – riferisce altre affermazioni della ministro: nell’anno scolastico 2010-2011 sarà attivato un solo liceo coreutico in tutto il territorio nazionale. Nell’articolo non si dice neppure quale dovrebbe essere.
A questo punto ammetto di essere confuso anche io. Una piccola rivoluzione sta per iniziare, ma ho la sensazione che passeranno molti anni prima che i Licei Statali, istituzioni finalmente in grado di conciliare una indispensabile formazione umanistica con la pratica professionalizzante, diplomino danzatori pronti ad inserirsi in una compagnia. Nel frattempo bisognerà continuare a fare affidamento sulle scuole di danza gestite da privati, magari apprendendo a riconoscere quelle valide ed affidabili. A questo scopo ri-danzare ha distillato una piccola guida per aiutare tutti i genitori che sono alla ricerca di una buona scuola di danza per i propri figli.

15 Risposte a “I LICEI COREUTICI”

  1. Tania Dice:

    Passeranno anni sicuramente…la riforma parte a rilento. I licei, comunque, sono effettivamente quelli elencati sul sito dell’AND di Roma. Ma in settembre si affronterà per la prima volta la questione del reclutamento…e lì saranno alti guai secondo me. E’ fondamentale stabilire correttamente i criteri per scegliere chi insegnerà e chi accompagnerà la danza nei licei…ci sarà come minimo il rischio di “sopravvalutare” i titoli di biennio conseguiti grazie alla rifroma – e di sottovalutare, di conseguenza, l’excursus di docenti e danzatori e musicisti di esperienza che per questioni di età e tempo non posseggono questi titoli, di fabbricazione tanto recente. Questo sarà un problema, e grave, secondo me…

  2. Giovanni Sabelli Fioretti Dice:

    Condivido le perplessità di Tania. Non si capisce, e neanche la bozza di legge Carlucci lo spiega, chi e come dovrà insegnare in questi nuovi licei. Se da un lato per insegnare in qualsiasi liceo è necessaria quantomeno una laurea e il biennio della specialistica per insegnanti, mi chiedo cosa succederà agli insegnanti di danza. Da un lato non vedo perchè anche gli insegnanti di danza non siano tenuti anche loro a un biennio pedagogico, dall’altro la danza è una materia che ha già tanti insegnanti altamente professionali in Italia, ma, anche qui, quali sono i criteri che definiscono la professionalità?

  3. Carla Brunella Dice:

    Non condivido assolutamente le perplessità delle due amiche è giusto che insegnino nei licei coreutici soltanto coloro che sono posseso del Bienno Specialistico rilasciato dall’Accademia Nazionale di Danza di Roma, l’unico Istituto di Alta Cultura nel settore riconosciuto a livello nazionale che abilità all’insegnamento delle discipline coreutiche.
    Esistono tante false “Accademie” che sbandierano titoli assolutamente falsi…..Chi vuole insegnare nei Licei Coreutici deve possedere i requisiti previsti dalla legge…..di certo nelle valutazioni sarà presa in considerazione anche l’esperienza artistica ma condizione indispensabile per poter accedere sarà il possesso del titolo di studio. Auspico infine che al più presto venga emanata una legge che regolamenti anche l’insegnamento nelle scuole private della danza, così almeno la finiranno di rovinare gli allievi tutte queste false insegnanti improvvisate che sconoscono la metodologia, la tecnica , la storia, l’anatomia, la pscologia, della danza e spesso creano dei danni irrimediabili ai ragazzi.

  4. Giovanni Sabelli Fioretti Dice:

    Carla, sono in parte d’accordo con te. La bozza di legge Carlucci regolamenta l’insegnamento della danza ANCHE nelle scuole private ma SOLO per l’insegnamento a bambini o ragazzi under 14. Superata quell’età non è più regolamentato, diciamo che ci si fida del buon senso delle persone per capire se la scuola scelta è buona o è solo una spacca-ossa.
    Il fatto però che sia solo l’Accademia a poter rilasciare titoli di studio riconosciuti per insegnare nei licei coreutici è una petizione di principio: di fatto lo stanno scrivendo sempre nella stessa bozza di legge, ma non sta nè in cielo nè in terra, spero converrai, che per insegnare ci sia un unico centro riconosciuto in Italia. Infatti stanno cercando di individuarne almeno uno in ogni regione, convenzionato o comunque riconosciuto e che quindi rilasci titoli validi per l’insegnamento nei licei. In Europa la pratica della danza è materia di università, in Italia no, quindi dobbiamo porre rimedio e permettere a tutti, senza andare necessariamente a vivere a Roma, di poterla studiare e poi insegnare.

    • basecarbonio Dice:

      Giovanni dice:

      Infatti stanno cercando di individuarne almeno uno in ogni regione, convenzionato o comunque riconosciuto e che quindi rilasci titoli validi per l’insegnamento nei licei.

      A me non risulta stiano facendo niente del genere, anzi direi che sta avvenendo il contrario. Questa intervista a Margherita Parrilla testimonia che solo l’accademia nazionale di roma ha il corso specialistico in discipline coreutiche, laurea magistrale che è necessario ottenere per poter insegnare tecnica della danza nei licei coreutici. Inoltre sarebbe assurdo se ogni regione avesse il suo corso specialistico quando solo pochissime regioni avranno il liceo coreutico. Forse Giovanni sa qualcosa che io non so.

      • Tania Dice:

        Anche a me non risulta: l’Accademia intende mantenere l’esclusività in tale materia, e al decentramento non pensa proprio. Tanto che anche le ammissioni degli allievi ai licei coreutici, istituite quest’anno per la prima volta, si sono svolte sotto il controllo dell’Accademia, in parte nella sede stessa di Roma.

  5. Giovanni Sabelli Fioretti Dice:

    Ciao ragazzi, come sapete è in corso di discussione una bozza di legge quadro sullo spettacolo dal vivo. In questa bozza di legge si legifera in maniera specifica sulla formazione coreutica. Una volta approvata questa legge, cosa che ovviamente non succede se il governo cade, faranno una sanatoria per gli insegnanti di danza. Ne abbiamo parlato su Studio28.tv, vi mando il link di uno dei video: http://www.studio28.tv/temi/formazione/insegnanti-di-danza-sanatevi/ (potete seguire i successivi cliccando su “Temi > Formazione” in alto nella pagina.
    Al momento l’Accademia è l’unico centro autorizzato, ma non sarà così, per fortuna, in futuro, se questa legge verrà approvata. So che l’Accademia sta attivando una politica protezionistica della propria esclusività, ma ovviamente il resto d’Italia e tutte le forze politiche si stanno muovendo in senso contrario per tutelare gli interessi di tutti gli aspiranti docenti di danza che non hanno i mezzi per trasferirsi a Roma.

    • basecarbonio Dice:

      Ringrazio Giovanni per l’intervento e la segnalazione. Ne approfitto per fare una sintesi delle informazioni che ho appreso dai vari commenti:
      a) La bozza della legge Carlucci – riforma dello spettacolo dal vivo – afferma a pagina quindici:

      L’insegnamento della danza, limitatamente ad allievi di età inferiore a quattordici anni, è
      riservato a chi è in possesso di specifico titolo di studio o di adeguato titolo professionale

      b) nel video indicato da Giovanni, Franca Ferrari legge una proposta dell’agis su come potrebbe essere regolamentato l’insegnamento nelle scuole private agli allievi minori di quattordici anni. si tratta di interessanti proposte – tra cui una sanatoria – relative agli insegnanti delle scuole private, non dei licei coreutici. a partire dal minuto 4 segnalo però un passaggio ambiguo: sembra che gli insegnanti che hanno più di cinquanta anni ed in grado di documentare la propria attività professionale possono insegnare anche nei licei. Per me non è così: per accedere alle classi di concorso A-52 (tecnica della danza classica) ed A-53 (tecnica della danza contemporanea) è necessaria la laurea magistrale in discipline coreutiche. Sarebbe utile un chiarimento da parte dell’autore del video.

      c) In sostanza – secondo me – niente cambia per quel che riguarda l’insegnamento delle materie tecniche nei futuri licei coreutici: gli aspiranti professori di danza nei licei coreutici dovranno ottenere la laurea magistrale in discipline coreutiche presso l’accademia nazionale di danza a roma, che è al momento l’unica università autorizzata ad attivare questo tipo di corso. possono accedere a questo corso anche i professionisti con curriculum adeguato + una laurea triennale (o quadriennale vecchio ordinamento). Ovvio che i possessori del titolo rilasciato dall’accademia possono insegnare anche ai minori delle scuole private.

      .

      saluto ed auguro a tutti un po’ di sollievo da questo caldazzo atroce
      .

      • Giovanni Sabelli Fioretti Dice:

        Ciao basecarbonio, grazie per aver risposto in modo così argomentato.
        Bisognerebbe guardarsi anche gli altri video di Franca su quel tema perchè è una specie di serial tv… ;) A un certo punto parla anche della questione Accademia della Danza. Comunque se hai bisogno di ulteriori delucidazioni da Franca Ferrari dovresti postare un commento al video.
        La questione è più nebulosa di quello che si pensa e come sempre in Italia niente è ‘straightforward’. Attualmente le cose stanno come dici tu. E’ la proiezione nel futuro della legge carlucci e della conseguente sanatoria che dovrebbe far cambiare le cose e quindi istituire in ogni regione un centro parificato all’accademia.
        Ma in realtà al momento la legge è ferma in Commissione sia perchè non riscuote sufficiente interesse, come sempre il tema dello spettacolo dal vivo, e quindi non va avanti, sia perché non ha sufficiente copertura finanziaria, e quindi la stanno riscrivendo in molte parti, rendendola più generica possibile. Questo rende probabile, tra l’altro, che l’articolo che tu hai citato non ci sarà più, perché troppo specifico.
        Comunque assolutamente per il prossimo anno scolastico potranno insegnare, nei pochi licei coreutici attivati, solo i diplomati all’accademia. Mi rimane la domanda se esistono diplomati disposti ad andare a insegnare a Busto Arsizio o a Teramo! Quanta gente diploma ogni anno l’accademia?

      • basecarbonio Dice:

        Caro Giovanni,
        condivido l’auspicio che ci siano in ogni regione istituzioni che svolgano la funzione di formare i maestri di danza che intendono operare nelle scuole private. Non mi sembra invece ragionevole che ogni regione abbia la sua accademia, ciascuna dotata della propria laurea magistrale in discipline coreutiche: in pochi anni ci sarebbero centinaia di professori, quasi tutti condannati alla disoccupazione, dato che i licei coreutici non saranno mai in numero tale da assumere tutti.
        Mi rendo conto che la mia riflessione comporta una certa dose di cinismo, poiché non tiene in nessuna considerazione tutti coloro che vorrebbero fare il biennio a Roma e non lo possono fare perché non possono trasferirsi e abbandonare le proprie occupazioni. Si potrebbe rimediare con corsi decentrati, oppure con delle borse di studio offerte dalle regioni. Mi fermo qui, tanto sono tutte fantasie…

  6. Tania Dice:

    Direi che l’Accademia ha già diplomato decine di insegnanti – ogni anno non so quanti saranno, quindici, venti? Forse di più? (mi riferisco al diploma di secondo livello). Tutti attendevano con ansia l’avvio dei licei coreutici e conosco personalmente tanti diplomati che, ad esempio, dalla Sicilia si sposterebbero per necessità ovunque, anche a Busto Arsizio e Teramo… Un peccato che non sia stato (ancora)istituito almeno un liceo coreutico nelle regioni del sud…visto che, a quanto ne so, l’Accademia ha tenuto i corsi per i diplomi di secondo livello anche in “sedi” decentrate, a Catania, ad esempio.

  7. Franca Ferrari Dice:

    Immaginiamo di essere un giovane che ama la danza contemporanea e quindi decide di iscriversi a un liceo coreutico invece che a un liceo scientifico e paragoniamolo con un ragazzo che pensa di diventare ingegnere: ovviamente ognuno di loro crede già nella scelta di vita che sta facendo. Adesso ammettiamo che tutto vada bene e che il liceo confermi le loro scelte: quando il futuro ingegnere terminerà il liceo si iscriverà al politecnico per laurearsi in ingegneria, e il futuro danzatore cosa farà? non credo sia immaginabile che da un liceo esca già un danzatore contemporaneo professionista e dopo dovrà andare all’estero perché il nostro paese non è in grado, in nessuna città, di offrire una scelta per la sua formazione di alto livello.
    Tutte le formazioni private di cui parlate sono gioco-forza formazioni di un livello più basilare e non credo che L’Accademia Nazionale di Roma possa dare, almeno per la danza contemporanea, una preparazione come per esempio
    il centro di alta formazione di CNDC/L’Esquisse di Angers http://www.cndc.fr/

  8. Roberta Dice:

    Immaginiamo invece di essere una giovane o un giovane insegnante di danza che ha studiato all’estero con molta determinazione, rientra in Italia pieno di idee e voglia di trasmetterle alle giovani generazioni… Una giovane che non smette di frequentare corsi di aggiornamento per insegnanti e viaggia ovunque per capire dove si sta spostando il mondo della danza… Una giovane che ha energia e desiderio di cambiare questa piccola media Italia che come tanti di voi hanno scritto raccoglie insegnanti nelle scuole private da ogni dove e mette nelle loro mani bambini con corpi fragili e differenti gli uni dagli altri… Ed immaginiamo che questa giovane insegna in una scuola privata avendo diplomi esteri non riconosciuti in quanto l’unico titolo riconosciuto e NON dalla stessa Italia è appartenente all’Accademia Nazionale di Roma.
    Con un liceo coreutico questa giovane insegnante andrebbe forse a perdere i propri allievi per darli nelle mani di un insegnante qualificato dall’Accademia che sarà sicuramente in grado di farli diventare dei professionisti (con mille dubbi) e tutta la passione e tutta l’energia e tutte le ricerche ed i continui sforzi del migliorare andranno a finire in un cestino come un foglio di brutta “impallotolato”!!!
    Ora sono molto interessanti tutti i vostri super scritti sopra, in cui posso essere sia d’accordo che non, con molti di voi… Ma dove andrà a finire questa Italia, nelle mani di un Accademia chiusa a se stessa??? L’arte nasce e cresce con noi, si sviluppa se gli diamo forza nel nostro cuore; la fantasia, l’immaginazione e la gioia ci trasportano in questo mondo di sensazioni infinite e sempre nuove e lo studio e la disciplina ci rendono sicuri maestri di opere con i loro corpi… Perché, poi, in fondo, di questo si tratta far muovere BENE, senza traumi corpi diversi ed insegnargli la gioia della sensazione corporea!
    Io mi rifiuto di credere che queste armi le hanno solo insegnanti dell’Accademia e mi rifiuto anche al dare delicati “strumenti” nelle mani di gente ignorante! FACCIAMO QUALCOSA, TUTTI INSIEME!

    • basecarbonio Dice:

      Comprendo molte delle perplessità che turbano Roberta. Quello che io posso fare, tramite questo blog, è di mettere in condizione chi ne abbia necessità di capire da sé il valore di una insegnante, o di un corso. Ciò vale a maggior ragione per i corsi e gli insegnanti dell’accademia. Magari non riuscirò ad aiutare i giovanissimi appassionati, però dare ai loro genitori qualche strumento per prendere decisioni più consapevoli è secondo me importante. Il problema secondo me non sta nell’obbligatorietà di ottenere una abilitazione all’insegnamento, ma nel monopolio dell’accademia di roma esercita nell’ambito del sistema scolastico nazionale. se ci fossero più accademie in concorrenza tra loro, sarebbe più semplice per chi lo desidera, ottenere l’abilitazione, e sarebbe più alta la qualità dei corsi di ciascuna di esse.
      possiamo anche continuare a parlarne…

  9. Roberta Dice:

    Sono d’accordo con te basecarbonio… Se ci fossero più accademie in concorrenza, ognuna sarebbe spronata a migliorare il proprio livello ed a renderlo il più alto possibile… E miglioreremo lo stato che c’è ora nel nostro paese così arretrato in confronto a molti altri!
    Ma il problema è sempre questo: chi si muove per? E come fare?
    Il governo ed il paese sono in una situazione disastrosa, e sicuramente con la crisi non si metteranno a designare leggi ed a promuovere accademie di danza! D’altronde è difficile quando si parla di danza, o comunque arte, decidere chi è artista e chi no… Ma senza leggi che delineano con chiarezza cosa ci vuole per… Tutto continuerà ad essere una giungla!
    E continuiamo a parlarne… Perché è giusto così… Perché parlare è già qualcosa!!!


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