Nelle grandi metropoli praticamente non c’è palestra che non abbia il proprio corso di yoga, ma molti cultori preferiscono rivolgersi a centri specializzati, dove, oltre a una maggior quiete, si troveranno anche corsi di discipline yoga meno popolari, come la meditazione seduta. Alcune tra le più aggiornate scuole di danza hanno già da tempo inserito lo yoga nei propri programmi di studio, come Laban, l’istituto didattico londinese fondato da uno dei padri della danza moderna europea. Le attività dello studio londinese della coreografa Siobhan Davies iniziano, al mattino presto, con una lezione di yoga dedicata a chi desidera risvegliare con gentilezza il proprio corpo, e – se non mi sbaglio – è possibile praticarlo anche presso lo studio aperto da Trisha Brown a Manhattan, sulla 55th strada.
Avvicinandosi allo yoga si avrà l’impressione di una maggior affinità con la danza moderna che con la danza accademica. Come molte classi di danza moderna, o di tecnica contemporanea, la lezione di yoga si svolge a piedi nudi, senza l’ausilio di sbarre e specchio. Inoltre le asana non hanno nessuna somiglianza con le posizioni del balletto.

Haydée (con Cranko)
Tuttavia chi predilige il balletto accademico non sottovaluti i benefici che potrebbe trarre dalla pratica dello yoga: forza, resistenza, morbidezza e, magari, una maggior serenità durante gli spettacoli. Ci sono ferventi sostenitrici dello yoga anche tra celebri ballerine classiche. Una per tutti la brasiliana Marcia Haydée, indimenticabile interprete dei balletti neo-classici di Cranko e MacMillan.

