Una delle personalità più significative che hanno contribuito alla maturazione dello stile ballettistico inglese è Lynn Seymour. La ballerina di origini canadesi ha iniziato il proprio percorso come musa di MacMillan, collaborando con il maestro alla creazione di alcuni dei suoi personaggi più memorabili. Anche il ruolo di Juliet nel Romeo and Juliet di MacMillan, sebbene interpretato da Margot Fonteyn la sera del debutto, è frutto della grazia di Lynn Seymour. Non vado oltre a questo accenno biografico poiché i grandi meriti di Lynn Seymour, così come le numerose ed atipiche collaborazioni che costellano la sua carriera, sono storia documentata in qualsiasi enciclopedia.
Le classi di Lynn Seymour, a cui ho avuto il piacere e l’onore di prendere parte, sono una irripetibile mescolanza degli esercizi distillati da Stanley Williams con la lirica leggerezza che ha sempre contraddistinto la ballerina. L’intelligenza e lo spirito innovativo della canadese si esprime in decine di raffinate metafore, molto funzionali quanto leggermente spiazzanti. Gli esercizi di pirouettes in passé, così come i saut de basque, erano spesso preceduti dall’evocazione dell’immagine delle carte da gioco, evidentemente per ricordare la necessità di allineare spalle, fianchi, ginocchia, e piedi. “Dovete immaginare di girare come se foste il re di picche”- aggiungeva. Più chiaramente: prima si porta il corpo sul piano di rotazione (si sale, in altre parole) e poi lo si flippa senza modificarne ulteriormente l’allineamento, ovvero restando virtualmente bidimensionali. Mi ha sempre messo di buon umore l’idea di Lynn Seymour che pensa ai propri studenti giocando a poker fino a tardi.

