Non più di una settimana fa ho fatto un sogno che mi è rimasto impresso vividamente nella memoria, nonostante la sua brevità e apparente insensatezza. In questo sogno, poco più di una manciata di immagini, aiutavo delle donne ad entrare in un armadio molto lungo ed alto più di tre metri. Il mobile era senza ante e provvisto di qualche divisorio verticale, del tutto assenti gli scaffali orizzontali. La mia funzione era quella di organizzare la posizione delle donne, in modo che non si creassero spazi vuoti o un sovraccarico di corpi. Più o meno come giocare a Tetris.

Performance (1972) di Yvonne Rainer
Mi ricordo nitidamente che partecipavano all’operazione donne di tutte i tipi e di tutte le età, comprese alcune bambine. Stiparle nell’armadio non era particolarmente faticoso, perché una volta entrato nell’armadio, ogni corpo perdeva miracolosamente di peso. Questa magia avveniva per merito di un accorgimento tecnico di cui le scaffalature erano dotate. Spesso il mio ruolo si riduceva infatti ad aiutare le bambine a salire sulle spalle delle signorine, o viceversa. Una volta riempita, organizzata, una sezione di armadio, la spingevo in avanti in modo che mi si presentasse quella immediatamente successiva, da riempire con un nuovo assortimento di signore e signorine. In effetti l’armadio, virtualmente infinito, scorreva su dei binari invisibili. Era un armadio-trenino.
Un sogno buffo, di cui potrei avanzare una interpretazione. Quello che però è più divertente è che qualche giorno dopo mi è tornata in mente, quasi per caso, una coreografia dell’artista statunitense Yvonne Rainer. Si tratta di un esperimento – emblematico per quel che concerne le tematiche della post-modern dance – risalente al 1972. Come il mio sogno, anche questa performance concerne l’accumulo di persone all’interno di un armadio. La coreografa invitava infatti i propri danzatori ad entrare in un mobile di legno, ma ciascun interprete, per poter espletare questo compito, doveva adattare la forma del proprio corpo allo spazio lasciato libero dai danzatori entrati prima. Le immagini pubblicate sono abbastanza eloquenti.

Yvonne Rainer (dentro) illustra ad una performer il suo compito







