Nel corso degli ultimi quattro decenni la danza è stata in molte occasioni inserita all’interno di opere teatrali vaste e complesse. Alcune famose produzioni dell’architetto e drammaturgo Robert Wilson sono esemplari di questa tendenza. Spettacoli, aspiranti a realizzare una forma di arte totale, che coniugano ricerche sulla scrittura, la recitazione, la scenografia, l’illuminotecnica, la musica e naturalmente la coreografia.

Robert Wilson, per gli amici Bob
Oggi sessantottenne, l’arista americano non ha mai nascosto il ruolo della danza all’interno della propria concezione di arte. Wilson ha, per esempio, così descritto l’idea che sta alla base dell’allestimento della mostra Egitto. Tesori sommersi, da lui recentemente realizzato. “Invece di coreografare un attore in scena, in questo caso io coreografo il movimento del visitatore attraverso spazi differenti, che si compongono e si completano gli uni con gli altri in termini di esperienza visiva: uno è geometrico, l’altro è irregolare, uno è molto luminoso, l’altro molto buio, e così via. In un certo senso il visitatore è come un performer, poiche i suoi movimenti mutano a seconda del progetto e della forma della sala che egli visita.”
L’esposizione è ospitata presso le scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria, a Torino, e resterà aperta dal 7 febbraio al 31 maggio. Le parole di Bob Wilson sono tratte da un articolo comparso sul Sole24ore del 1 febbraio 2009.

